‘Negozi vuoti, crisi bestiale, a Milano ho pianto’: il racconto di Natasha Stefanenko

Natasha Stefanenko ha raccontato della reazione ha avuto quando ha iniziato a frequentare i supermercati in Italia dopo il trasferimento a Milano.

Il volto tv Natasha Stefanenko ha raccontato del forte contrasto tra la vita che conduceva a Mosca e quella che ha trovato in Italia, quando da giovanissima è arrivata a Milano per lavorare come modella. La 52enne, ormai italiana d’adozione, non aveva mai visto i supermercati pieni di prodotti come quelli che trovò quando iniziò a fare la spesa nel capoluogo meneghino mentre inseguiva il sogno (poi divenuto realtà) di diventare una regina delle passerelle.

“A Mosca i negozi erano tutti vuoti, la crisi era bestiale. Quando ho visto il primo supermercato a Milano mi veniva da piangere per l’emozione, tutti gli scaffali pieni, tutti quei colori”, ha raccontato a ‘Il Corriere della Sera’.

“Da noi se arrivava lo zucchero ne prendevi 10 pacchi per sicurezza perché magari il giorno dopo non lo trovavi. All’inizio mi veniva naturale tirare su 10 vasetti di yogurt. Poi pensavo: vergognati, mettili a posto”, ha aggiunto.

Natasha ha anche spiegato che da bambina non si vedeva affatto bella. Dovette arrivare intorno alla maggior età per apprezzare il suo aspetto fisico. “Mi chiamavano antennona, prolunga, giraffona, mi facevano sentire brutta e in effetti fino ai 17 anni sono stata proprio bruttarella, non solo per l’altezza”, ha affermato.

“Ero praticamente albina, secca secca, la gambe due stecchini, molto complessata, non sopportavo lo specchio. Ero una bambina insicura, mi vergognavo di me stessa, non capivo come qualcuno avrebbe potuto volermi bene. Mi dicevo: va beh, fa niente, affronterò il mondo con l’intelligenza e lo studio”, ha concluso.

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