Selvaggia Lucarelli trova cani e gatti morti dal macellaio al mercato: il racconto

Selvaggia Lucarelli ha raccontato com’è stato vedere cani e gatti morti o pronti ad essere uccisi in un mercato in Cina.

Selvaggia Lucarelli sogna ancora di notte una terribile scena vista con i propri occhi. Un gattino che piange dentro una gabbia, prima di essere ucciso per essere mangiato. La giornalista 48enne è recentemente stata in Cina per fare un viaggio con il compagno Lorenzo Biagiarelli. I due sono stati anche nella città di Guilin e più precisamente nel suo mercato. O meglio nel famigerato mercato. Perché qui si vendono animali vivi di ogni tipo, inclusi cani e gatti, pronti per essere macellati e finire in tavola. Selvaggia, che ormai da mesi ha deciso di smettere di acquistare e mangiare carne, ha sottolineato che quello che accade in Cina, per quanto terribile, non è molto diverso da quello che succede tutti i giorni anche in Italia.

Condividendo alcune immagini molto impressionanti sul suo profilo Instagram, ha scritto: “Come vi avevo promesso nelle storie eccomi qui a parlarvi del wet market di Guilin. I wet market -grazie al Coronovirus ormai lo sappiamo- sono i mercati ‘umidi’, ovvero quelli con i pavimenti bagnati in cui si vendono vedure, frutta, carne e animali vivi. Compresi cani, gatti, animali selvatici”.

“Sono mercati che esistono in diversi paesi sia in oriente che in Sud America e in Cina sono controllati direttamente dal governo. Non è difficile comprendere perché siano nati e proliferati: soprattutto nelle zone rurali della Cina il reperimento del cibo dalla fine della Rivoluzione culturale era difficile, il commercio di animali selvatici aiutava. Lo stesso valeva per quelli domestici (i gatti li mangiavamo anche noi durante guerre e carestie…)”, ha aggiunto.

“Inoltre gli impianti di refrigerazione non esistevano e gli animali andavano trasportati vivi e comprati per essere consumati al momento. Poi la Sars e il Covid, che sarebbe partito da un wet market a Wuhan. Il resto è storia e neppure passata, visto che la Cina è alle prese con una gigantesca ondata e io infatti mi ritrovo col Covid. Ad oggi in Cina c’è il divieto di commerci di animali selvatici. Dal nostro primo viaggio in Cina molto è cambiato. Per noi sembra una cosa scontata, ma qui parliamo di abitudini radicate e di una cultura millenaria: i cinesi mangiano tutto. Sono i più grandi onnivori del pianeta”, ha continuato.

“Per questo sono anche tra i più capaci al mondo nel campo della gastronomia. Spero aboliscano il consumo di carne di cane e gatto – il gatto che piange me lo sogno la notte – ma dobbiamo andare oltre la nostra empatia selettiva. In Italia macelliamo 700 MILIONI DI ANIMALI L’ANNO. Gasiamo e trituriamo pulcini, spariamo in testa a maiali, agnelli, mucche, decapitiamo polli, tacchini, anatre. Animali che vivono pochi mesi in lager, senza vedere luce. E che possono provocare epidemie, come lì”, ha proseguito.

“Quello che avete visto nel servizio di Report è la prassi, non un’eccezione. Per cui non mi piace quello che ho visto, ma mi piace ancor meno quello che non vedo ed esiste lo stesso. Qui. Nel mio paese. Nel pezzo di mondo che crediamo migliore e invece fa solo le cose in maniera più pulita. Cioè più sporca”, ha concluso.

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