Robbie Williams si regala un lifting per i 50 anni: ‘Lo farò l’anno prossimo’

Il cantante Robbie Williams ha svelato di volersi fare un lifting del collo.

Robbie Williams vuole farsi un lifting del collo come regalo per il suo cinquantesimo compleanno.

L’ex star dei Take That, che compirà 50 anni a febbraio, in passato ha fatto un trapianto di capelli che però è fallito. Ha anche ammesso di aver fatto così tanto Botox che sua moglie Ayda Field, 44 anni, ha difficoltà a comprendere le sue espressioni facciali.

Ha raccontato al Sun: “Non posso più arrabbiarmi adesso. Ayda dice che potrei fare qualcosa di più. Lo farò”.

Riguardo i suoi piani di chirurgia estetica ha aggiunto: “Penso che l’idea che le persone hanno della chirurgia plastica sia basata su cattivi esempi”.

“Non si rendono conto che la maggior parte delle persone nel settore dell’intrattenimento lo hanno fatto, ma non lo diresti: almeno il 90%”, ha continuato.

Nonostante il suo patrimonio sia stimato in 300 milioni di dollari, Robbie ha anche rivelato di stare pensando di andare in Turchia per cercare cure dentistiche a basso prezzo.

Ha affermato: “Voglio anche fare i denti in Turchia – sto cercando persone che fanno i denti migliori”.

“Voglio vedere esempi in cui dici: ‘Oh, non sapevo che l’avessi fatto…’. Non voglio i denti della TV”, ha sottolineato.

“Lo farò e mi farò anche un lifting del collo. Me lo regalerò l’anno prossimo”, ha quindi svelato.

“Ho solo bisogno di un po’ di aiuto, tutto qui. Vado a fare una consulenza nel periodo di Natale: è il mio regalo per il cinquantesimo compleanno”, ha concluso.

Robbie recentemente ha anche dichiarato al Times che gli è stato diagnosticato il disturbo di “persona altamente sensibile”.

Ha detto riguardo la serie di problemi di salute mentale di cui soffre: “Li ho tutti. Disprassia, dislessia, ADHD, neurodiversità, dismorfismo corporeo, ipervigilanza… ce n’è uno nuovo che ho acquisito di recente: HSP, ovvero persona estremamente sensibile”.

Gli esperti hanno definito una persona altamente sensibile come un “individuo neurodivergente” che “si ritiene abbia una maggiore o più profonda sensibilità del sistema nervoso centrale agli stimoli fisici, emotivi o sociali”.

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