Non pensavo facesse così male’: Totti, nuova intervista su Ilary, addio calcio e papà morto

Francesco Totti ha rilasciato una nuova intervista in cui ha parlato di temi privati e delicati.

Francesco Totti a un anno di distanza dall’intervista esplosiva rilasciata a Il Corriere della Sera è tornato a parlare per la prima volta del divorzio da Ilary Blasi.

L’ex calciatore 47enne ha spiegato che il suo obiettivo ora è trovato un equilibrio con l’ex moglie soprattutto per il bene dei loro tre figli, Cristian, che tra pochi giorni compirà 18 anni, Chanel, 16, e Isabel, 7.

Quando gli è stato chiesto come vadano le cose con l’ex moglie, ha affermato: “Noi due abbiamo passato venti anni insieme, con tanti momenti molto belli. Ora vorrei solo che trovassimo un equilibrio tra noi capace di proteggere i ragazzi che sono la più grande ragione, per ambedue, di amore”.

“So che non è facile, ma quello che c’è stato tra noi, per tanti anni, è stato importante. Se troviamo questo equilibrio noi due, i ragazzi staranno bene e si sentiranno protetti”, ha aggiunto.

Nel 2020 a causa del Covid, Totti ha perso l’amato padre Enzo, che si è spento a 76 anni. La cosa ha pesato molto sulla sua mente: “Tanto, era il mio punto di riferimento, era il fulcro della mia vita. Mi mancano il suo sorriso, lo sguardo, la sicurezza che era capace di darmi”.

“Anche oggi, se lo vedessi solo dieci secondi al giorno, mi basterebbe per stare meglio. Pure se non ci dicevamo una parola, ci capivamo. Lui parlava poco. Io peggio di lui. Ma quei silenzi erano pieni. Lui veniva la mattina a Trigoria, portava cornetti, pizza per tutti. Magari non ci incontravamo, ma sapere che c’era mi dava serenità”, ha sottolineato.

E anche l’addio al calcio giocato è stato duro da digerire. Della sua vita di prima gli manca davvero tutto: “Il ritiro, lo spogliatoio, la maglietta, la sala massaggi. Cavolate? No, erano la mia vita. Mi manca il bar e il caffè con i compagni di squadra, il viaggio in pullman da Trigoria allo stadio. Mi manca la routine che ha fatto la mia vita per decenni. Quando è finita le giornate si sono svuotate. Dopo mi sono sentito solo. Ma ci sta. Finiva una cosa che mi piaceva, che era la mia vita”.

“Io però non pensavo che mi facesse così male smettere quella vita programmata, quella passione che nella mia mente avrei potuto continuare a vivere. Non ho accettato il distacco dal calcio”, ha concluso.

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