Andrew Garfield ammette di aver sofferto di un forte burnout a causa delle notti insonni

L’attore di Hollywood ha riflettuto sulle pressioni di girare tre importanti progetti uno dopo l’altro, dopo aver parlato del suo desiderio di diventare padre.

Andrew Garfield ha rivelato di aver sofferto di burnout dopo aver girato tre progetti consecutivamente, ammettendo di aver trascorso notti insonni mentre lavorava a Berlino.

L’attore 43enne, noto soprattutto per aver interpretato Spider-Man e per le sue interpretazioni candidate all’Oscar in Hacksaw Ridge e Tick, Tick… Boom!, ha parlato della sua stanchezza e dell’incertezza che prova nei confronti del mondo in una nuova intervista a GQ, in occasione della quale è apparso sulla copertina del numero di novembre della rivista, posando a torso nudo con lo skyline di New York sullo sfondo, dopo aver terminato le riprese di Artificial, The Uprising e Wild Things: Siegfried and Roy.

Parlando delle difficoltà legate ai suoi recenti impegni sul set, Andrew ha raccontato alla rivista: “L’anno scorso ho girato questi tre progetti uno dopo l’altro e, a dire il vero, ho sofferto un po’ di burnout. Per un certo periodo a Berlino non riuscivo proprio a dormire, e non in senso romantico”.

Ha aggiunto: “È stata dura, amico. Avrei dovuto semplicemente andare al Berghain e lasciarmi andare”.

Il Berghain è una discoteca della capitale tedesca, conosciuta a livello internazionale per la sua musica elettronica e i suoi lunghi orari di apertura.

Andrew ha parlato anche di quello che ha descritto come un periodo difficile della sua vita personale e della società in generale, suggerendo che l’incertezza sul futuro abbia contribuito al suo stato d’animo.

Ha dichiarato: “È difficile trovare il nostro centro in un mondo che sembra averlo perso. Molte persone della mia età con cui parlo stanno provando una sensazione simile, come se tutto stesse andando a pezzi, e in un certo senso mi sembra giusto, perché quando qualcosa si disgrega, iniziano a essere piantati i semi di ciò che nascerà per ricostruirlo”.

L’attore ha proseguito: “Qualcosa di nuovo sta nascendo. Non voglio sembrare superficiale, né voglio eludere la questione, perché mi piace parlarne. Ricordo che, quando ero giovane, avrei voluto che le persone che vedevo sulle copertine delle riviste dicessero qualcosa di autentico. Perciò sento di avere una responsabilità anche nei confronti di quel giovane che là fuori sta cercando risposte”.

Andrew ha accompagnato l’intervista con un servizio fotografico di moda in cui ha sfoggiato diversi look.

Per la copertina ha indossato pantaloncini bianchi di lino e scarpe da ginnastica, saltando la corda con lo skyline di New York sullo sfondo.

In altri scatti lo si vedeva indossare un trench nero in PVC e tenere al guinzaglio un dobermann.

L’attore si è mostrato anche senza barba, dopo essere apparso in precedenti eventi pubblici con i capelli più lunghi e la barba.

L’intervista arriva dopo le recenti dichiarazioni di Andrew sul suo desiderio di diventare padre, avendo parlato pubblicamente della speranza di mettere su famiglia.

Durante un’apparizione al podcast SmartLess, registrata prima del suo 43esimo compleanno, l’attore ha parlato di come si sente per il fatto di non avere ancora figli.

Ha dichiarato: “Ho 42 anni, non ho figli e non ne vado del tutto fiero”.

Andrew ha poi aggiunto: “Cioè, mi piacerebbe tantissimo avere dei figli. Mi piacerebbe tantissimo mettere su famiglia”.

Le sue dichiarazioni sono arrivate mentre parlava del suo ruolo in The Magic Faraway Tree, il film fantasy per famiglie tratto dai libri per bambini di Enid Blyton.

Il film esplora l’importanza dei legami familiari, dell’immaginazione e del trascorrere del tempo lontano dagli schermi.

Andrew ha dichiarato: “Non è una critica alla tecnologia, ma c’è una certa consapevolezza del fatto che la tecnologia possa o meno starci creando dei problemi. Ed è una cosa davvero bella. Io ho dei nipoti e dei figliocci”.

Ha proseguito: “Si tratta, sapete, di aiutare i bambini a ritrovare il contatto con se stessi, con gli altri, con la natura, con la propria natura, con il nucleo familiare e con la comunità”.

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