‘Diletta Leotta fa un sacco di soldi, è furba’: Paola Ferrari, nuovo attacco alla conduttrice tv

Paola Ferrari ha sferrato un nuovo attacco a Diletta Leotta.

Paola Ferrari ha assicurato di non essere una “rosicona” dopo che a definirla così è stata Melissa Satta durante l’ultima puntata di ‘Belve’.

La conduttrice sportiva intervistata da ‘Il Corriere della Sera’ dopo quell’“accusa” ha sottolineato di non essere “per niente rosicona”.

“Non mi ci riconosco, ma in vita mia mi hanno detto di peggio, ci sono abituata e non me la prendo, anzi rifletto sulle critiche”, ha aggiunto la conduttrice di 90° minuto.

Parlando delle parole che aveva lei invece rivolto alla Satta e che hanno scatenato la reazione di quest’ultima a ‘Belve’, ha affermato: “Non era un attacco a Melissa, che è bellissima. Quando l’hanno accusata di compromettere la carriera del compagno Matteo Berrettini l’ho sempre difesa, purtroppo l’ambiente dello sport, che ben conosco, è ancora maschilista e sessista. Non mi piaceva il ruolo che le avevano assegnato, sfruttando la sua fisicità prorompente. Quel momento del ‘leva-giacca’, in cui restava in top, tra le risatine degli uomini in studio, lo trovavo mortificante”.

Paola, 63 anni, non è invidiosa: “L’invidia non so cosa sia, grazie a Dio. La mia è una battaglia contro la spettacolarizzazione in senso estetico della figura femminile nel calcio”.

Una volta disse invece di Diletta Leotta, altro volto dello sport televisivo in Italia, che non l’avrebbe voluta come “modello per sua figlia”.

Sulla questione ha ribadito: “Confermo. Diletta è furba e fortunata, fa un sacco di soldi, beata lei, però non si può mitizzare un’immagine di donna perfetta con il seno che sfida la forza di gravità, non è reale. Secondo me è molto brava, ma nessuno se ne accorge, nessuno ne parla”.

Le rimprovera i ritocchini estetici? “Sono assolutamente a favore, se una ha un problema o vuole rimettersi in forma, non per tramutarsi in oggetto dell’apprezzamento maschile. Io sono grata di come sono, non ho mai cambiato connotati o misure, ho puntato sulla professionalità”.

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